La consistenza dei patrimoni degli italiani detenuti all'estero "che potrebbero essere rimpatriati aderendo allo scudo fiscale è di quasi 300 miliardi di euro". Lo rilevano, citando dati Ocse, la Guardia di finanza e l'Agenzia delle entrate in un convegno sui paradisi fiscali. Dei 300 miliardi di euro di tesori italiani oltre confine, 125 miliardi si troverebbero in Svizzera e 86 in Lussemburgo. Tremonti non crede che la criminalità si servirà di questo provvedimento. Intanto il sottosegretario al Tesoro Alberto Giorgetti ha spiegato che la cancellazione dell'obbligo di segnalazione da parte degli intermediari delle operazioni sospette non si estende alle operazioni legate al finanziamento del terrorismo. Dure critiche da sindacati, consumatori e opposizione
Lo scudo fiscale è in procinto di ottenere il via libera dalla Camera, ricorrendo al voto di fiducia, per "scavalcare" le pregiudiziali di costituzionalità che le opposizioni hanno presentato al decreto legge correttivo al pacchetto di misure anti-crisi (pregiudiziali bocciate oggi alla camera) e scavalcare anche il dibattito parlamentare (tanto che il Pdl ha chiesto, votato e approvato la sua interruzione). Sarà la fiducia numero 25 in 17 mesi, l'ultima era stata chiesta a fine luglio sul decreto anti-crisi. 25 volte: palese lo svilimento della politica e del parlamento. Anche questa volta la posta in gioco deve essere sembrata all'esecutivo "troppo alta" per sottoporla al confronto parlamentare: si parla di ingenti somme, frutto dell'evasione e della frode che ora potranno essere ripulite pagando un piccolissimo dazio: il 5 %. Ecco, anni di evasione e di rapporto 'allegro' con lo stato italiano saranno 'lavati' pagando qualche briciola.
Ma almeno, questo maxi condono, servirà a qualcosa? E a quanto ammonta il denaro che dovrebbe rientrare nei forzieri nostrani? Qualche cifra ce l'hanno data oggi la Guardia di Finanza e l'agenzia delle Entrate, protagoniste di un convegno dedicato allo spinoso tema dell'evasione e dei paradisi fiscali: il "tesoro" del patrimonio degli italiani, ipoteticamente rimpatriabile dall'estero attraverso lo scudo fiscale ammonta a quasi 300 miliardi, precisamente 278 - e cioè all'equivalente dell'evasione di un anno in Italia. Secondo i dati della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate, "125 miliardi si troverebbero in Svizzera e 86 in Lussembergo e 2 miliardi nella Repubblica di San Marino".
Gdf e Agenzia delle entrate ricordano che l'Ocse ha stimato in quasi 7mila miliardi di dollari il giro di denaro orbitante nei paradisi fiscali di cui quasi 1.600 provento di attività criminali.
Le cifre sono esorbitanti, tanto esorbitanti che lo stesso ministro Tremonti invita a prenderle con le pinze, invitando a fare "una valutazione estremamente prudente" perché nelle stime che riguardano l'Italia sono compresi "anche capitali frutto di attività criminale". E, il ministro dell'Economia è "certo che quest'ultimi non approfitteranno dello scudo predisposto dal governo".
"Eccessiva", sempre per il ministro Tremonti, anche la stima di alcuni organismi internazionali secondo cui l'ammontare dei capitali illecitamente detenuti all'estero (circa 7mila miliardi di dollari) ammonta al 60% del pil mondiale, in quanto - ha spiegato l'inquilino di via XX Settembre, "non abbiamo evidenze empiriche". E - aggiungiamo noi - non le avremo finché non si chiuderanno veramente i paradisi fiscali.
Sull'utilità del maxi condono, è sempre il ministro Tremonti ad assicurare che i proventi dello scudo fiscale andranno a favore di "scuola, università, cinque per mille", e saranno indirizzati a "finalità etiche e di sviluppo sociale.
Intanto il sottosegretario al Tesoro Alberto Giorgetti ha spiegato, intervenendo in parlamento alla Camera, che la cancellazione dell'obbligo di segnalazione da parte degli intermediari delle operazioni sospette non si estende alle operazioni legate al finanziamento del terrorismo e il governo incassa "l'assoluta e sostanziale collaborazione" da parte di Corrado Faisola, presidente dell'Abi.
Tutto bene dunque? Mentre l'Agenzia delle Entrate fa sapere che la circolare applicativa sullo scudo fiscale sarà pronta la prossima settimana, perché - spiega il direttore Attilio Befera - "in questi giorni i nostri tecnici stanno esaminando le osservazioni che ci sono state inviate valutandone il recepimento nella circolare che contiamo di diffondere la prossima settimana", a rovinare la festa ci pensano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, rappresentanti rispettivamente di Adusbef e Federconsumatori, secondo cui lo scudo fiscale danneggia "i cittadini onesti costretti a pagare anche per loro una pressione fiscale aumentata di almeno un punto negli ultimi 15 mesi". Perché lo scudo "non rappresenta soltanto un assist del Governo per coloro che hanno frodato il fisco portando i proventi delle loro operazioni truffaldine nei paradisi fiscali e negli Stati canaglia", ma è anche un regalo a banche, banchieri e bancarottieri, che potranno goderne i frutti".
A riprova del vantaggio per gli istituti di credito, i rappresentanti consumatori citano proprio la "collaborazione più assoluta e l'impegno sostanziale nella realizzazione dello scudo fiscale assicurata oggi da Corrado Faissola, nell'interesse del paese e dei contribuenti", che nasconde - mettono in guardia Lannutti e Trefiletti - l'interesse peloso di gran parte delle banche, che già si fregano le mani per la vera e propria manna caduta dal cielo tremontiano di costi, commissioni e spese, che sottendono al rientro dei capitali".
Secondo un'indagine telefonica effettuata dall'Adusbef in questi giorni, le banche applicheranno commissioni sui capitali scudati, che potranno andare da un minimo dello 0,50% fino allo 0,80-1 %.
Adusbef e Federconsumatori chiedono che almeno venga fatta chiarezza su costi e commissioni imposte dalle banche per il rientro dei capitali, perché anche in questo caso di concorrenza tra "sistemi paramafiosi e criminali", la trasparenza è d'obbligo.
Dure anche le critiche dai sindacati e dalle opposizioni. Il segretario del Pd Franceschini parla di "schiaffo agli onesti". Per Romano (Udc) si tratta di un "colpo di spugna mascherato". 'Famiglia Cristiana' di questa settimana pubblica un commento del vicedirettore Fulvio Scaglione sul provvedimento di Governo, anzi "del governino" come lo definisce il settimanale, che boccia Tremonti ("la politica del condono fiscale è fallimentare, Tremonti fa il filosofo ma poi premia gli evasori") e commenta: "questo provvedimento, combinato con l'emendamento proposto dal suo (di Tremonti, ndr) compagno di partito Salvo Fleres, finisce col perdonare reati come il falso in bilancio e la fatturazione falsa, le false comunicazioni sociali e la distruzione di documenti contabili" e "ha anche liberato gli operatori finanziari dall'obbligo di quelle fastidiose segnalazioni che consentivano, di tanto in tanto, di intervenire sul riciclaggio di denaro".